Sterlina, ecco i valori minimi e massimi storici contro euro

Nella sua “avventurosa” storia, la sterlina è andata incontro a numerosi punti di massimo e di minimo storico nei confronti delle principali controparte valutarie internazionali. Per quanto concerne ad esempio i rapporti con il vicino euro, il 30 dicembre 2008 la sterlina britannica è riuscita a toccare un minimo storico di 0,9804 GBP per 1 EUR, riportando le lancette del tempo a valori che non si registravano da oltre 20 anni.

massimi storiciIl crollo riscontrato sul frinire del 2008 è passato alla storia quale passo indietro più drastico nelle quotazioni della sterlina nella sua storia recente, superando addirittura la prestazione del 1992, l’anno in cui la sterlina uscì dallo SME.

La crisi della sterlina del 1992

Lo SME entrò in vigore nel 1979 quale sistema per cercare di mantenere una parità di cambio prefissata  in relazione all’ECU, l’unità di conto comune, come determinato dal valore medio dei cambi del paniere delle divise aderenti. Un metodo, pertanto, per cercare di evitare eccessive fluttuazioni, e al quale la sterlina aderì solamente nel 1990, salvo poi uscire rapidamente appena due anni dopo.

Nel 1992 una serie di fenomeni speculativi colpirono infatti la lira italiana e la sterlina britannica: per evitare eccessive pressioni alla valuta nazionale, si decise allora di svalutare la lira del 3,5% e rivalutare le altre monete del 3,5%. Il 16 dicembre dello stesso anno la sterlina uscì dallo SME, con decisione poi replicata anche dalla lira nel giorno successivo.

L’abbandono del gold standard

gold standardPer poter riscontrare dei cali così drastici nelle quotazioni della sterlina bisogna pertanto tornare indietro nel tempo in misura ancora più rapida, recandosi ai primi anni ’30, quando la Gran Bretagna abbandonò il sistema aureo.

Il gold standard era un sistema monetario nel quale la base monetaria (cioè, le monete e le banconote in circolazione) era ponderata dalla quantità certa di oro. Fu proprio la Gran Bretagna ad adottare per prima questo sistema, salvo poi abbandonarlo, in seguito alle gravi ripercussioni determinate dalle crisi degli anni ’20, nel 1931.

La Brexit

L’evento di maggiore impatto recente sulla vita della sterlina è poi stata la Brexit, ovvero il referendum britannico del 23 giugno 2016, con il quale il Paese si espresse in termini favorevoli sull’abbandono dell’Unione Europea. Il giorno successivo, il 24 giugno 2016, la sterlina ha toccato i valori minimi del cambio rispetto al dollaro statunitense dal 1985 a questa parte, con un grave passo indietro anche nei confronti dell’euro, il cui cambio era di 0,812.

effetti brexitSuccessivamente  a questo evento, che sembrava poter inaugurare una serie di minimi storici della valuta britannica, la sterlina ha in realtà ripreso qualche posizione, confermando tuttavia la presenza di evidenti rischi al ribasso, determinanti soprattutto dalle modalità con cui si concretizzerà la Brexit. Proprio su tale evento si sono generate diverse ripercussioni.

Inizialmente – ricordiamo – l’idea che potesse svilupparsi una hard Brexit (ovvero, un’uscita dall’Unione Europea senza particolari passi in avanti nelle negoziazioni) aveva generato una corposa avversione al rischio, valutando potenziali svalutazioni della sterlina.

Successivamente, il quadro sembrava essersi rasserenato in seguito alla pronuncia dell’Alta corte britannica, che ha subordinato l’uscita dall’Unione Europea all’approvazione del Parlamento britannico (scontata, ma che potrebbe essere mediata dalle promesse di un positivo e incoraggiante spirito di collaborazione per rendere più “soft” l’uscita dall’Unione rispetto a quanto aveva in mente il governo May).

Tuttavia, nonostante ciò, l’esecutivo britannico sembra essere ben deciso a proseguire per la sua strada di sostanziale rigidità, aprendo pertanto numerosi margini di aleatorietà a un 2017 che potrebbe contraddistinguersi  per l’inaugurazione di nuovi minimi, soprattutto nell’ipotesi in cui dovessero accumularsi nuovi shock.