Andamento della sterlina a gennaio 2017 nei confronti delle altre valute

andamento della sterlina

Quello appena trascorso è stato un gennaio decisamente anomalo e caratterizzato molte sorprese per la sterlina inglese, i cui movimenti nel mercato e il cui rapporto con le altre valute continua a interessare fortemente gli analisti ormai quasi da un anno.

Il 2016 è stato quanto mai turbolento per la moneta britannica, ma se l’immediato post-Brexit aveva portato ad un crollo senza precedenti, nei mesi successivi il Pound aveva saputo recuperare egregiamente terreno sull’euro. Poi però il 2017 ha portato nuove incertezze, con un gennaio che ha ricordato da vicino i giorni attorno al referendum. Vediamo quindi cosa è successo.

Hard-Brexit e oscillazioni continue

andamento della sterlinaSono state soprattutto le dichiarazioni del Primo Ministro britannico Theresa May a condizionare il comportamento della sterlina in questo mese di gennaio. L’hard-Brexit paventato prima e decretato infine dal Governo inglese ha infatti messo in estrema agitazione analisti e investitori, affossando di nuovo la moneta. Ma le oscillazioni non si sono fermate e, incredibilmente, durante tutta la parte centrale del mese il cambio Euro-Sterlina ha continuato a far registrare dei sali e scendi preoccupanti, capaci di destabilizzare come non mai il mercato delle valute.

Prima della conferenza stampa del Primo Ministro May, era stata principalmente la paura del processo di hard-Brexit voluto a portare la Sterlina di nuovo ai minimi. Nei giorni immediatamente precedenti al discorso con il quale il Governo, effettivamente, ha dichiarato di voler continuare dritto sulla strada anti.-europeista, gli indicatori delle oscillazioni sono saliti ai massimi livelli (pari a quelli del post-referendum), mandando in fibrillazione analisti, broker e investitori.

I dati rilevati ai primi di gennaio non lasciavano molto spazio a dubbi: se da una parte la produzione industriale ha continuato a salire, nel complesso, il settore commerciale del Regno Unito ha continuato a navigare in brutte acque. Questo fino alla metà del mese, quando è arrivata l’ennesima sorpresa e il pound è tornato a crescere, facendo capire che la questione era tutt’altro che chiusa.

Ma cosa è successo? La sterlina, debolissima fino a poco prima della vigilia del discorso della May, ha ripreso con le sue ampie oscillazione di prezzo, approfittando soprattutto della contemporanea debolezza del dollaro, in calo dopo la conferenza stampa del nuovo Presidente degli Stati Uniti e dopo che lo stesso Trump ha minacciato velatamente la Cina, con la promessa di ridurre le importazioni da Pechino.

Il Puond inglese e le altre monete

Il crollo del dollaro statunitense ha favorito non poco le valute delle altro macro-economie, in primis quella britannica e l’euro, che nonostante le paure dei giorni precedenti, hanno reagito egregiamente alle prime mosse politiche del presidente appena insediatosi alla Casa Bianca e, in particolar modo, al suo Muslim-ban.

È ricominciata così l’altalena tra euro e sterlina, vera e propria chiave di lettura di tutto il mese di gennaio. Sarà proprio la corretta interpretazione di queste oscillazioni e, più in generale, di tutti i movimenti di questo inizio dell’anno, a fare da guida ideale per tutti gli investitori impegnati nel forex in questo 2017.

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