Perché noi italiani la chiamiamo sterlina mentre gli inglesi utilizzano il termine pound? La risposta è nell’etomologia dell’espressione pound of sterling silver che anticamente indicava una quantità pari ad una libbra d’argento particolarmente puro. Mentre negli anni gli in inglesi hanno cominciato ad omettere la parola sterling per velocità parlando semplicemente di pound, gli italiani hanno fatto l’esatto contrario anche perché la traduzione di pound, ovvero libbra o lira, si sarebbe facilmente potuta confendere con la lira italiana.

Si tratta comunque di una moneta molto antica, la più antica del mondo per l’esattezza, in circolazione addirittura dal 1158. Attualemente essa è la valuta ufficiale del Regno Unito, delle isole di Jersey , Guernsey, Georgia del Sud e isole Sandwich Meridionali, dell’Isola di Man, dell’Antartide britannica e di Tristan da Cunha.

La sterlina ha un valore strategico non solo perché è una delle monete più scambiate del mondo (la quarta nel mercato dei cambi dopo il dollaro statunitense, l’euro e lo yen) ma anche perché assieme a queste tre forma il paniere di monete che calcolano il valore dei diritti speciali di prelievo del Fondo Monetario internazionale. Il simbolo adottato per la sterlina è £, derivato dalla L iniziale (corsiva) del latino Libra. Quando la parola pound ha il significato di libbra come unità di peso si abbrevia invece con la sigla lb.

simboli valute

Cambio con l' Euro

Per quel che riguarda il cambio con l’euro, il minimo storico della sterlina si è toccato il 30 dicembre del 2008: a quella data un euro corrispondeva infatti a 0.98 sterline. Le sterline, sia in monete che in banconote, che vengono prodotte in Inghilterra possono essere utilizzate non solo nel Regno Unito, ma anche nelle dipendenze della Corona.

A differenza di quel che succede nella maggior parte degli altri Stati, comunque, in Gran Bretagna non è mai stata approvata una legge a favore della centralizzazione dell’emissione valutaria: in Irlanda del Nord e in Scozia, ma anche nelle dipendenze della Corona, infatti, diverse banche private stampano banconote o coniano monete che possono essere utilizzate nei rispettivi territori e che talvolta circolano anche in Inghilterra.

Convertitore di Valute

Banconote

I tagli delle banconote sono quattro e tutti sul fronte propongono il ritratto della Regina Elisabetta II.
- quello da 5£ è lungo 135 millimetri e alto 70, è di colore grigio e sul retro presenta l’immagine di Elizabeth Fry;
- quello da 10£ è lungo 142 millimetri e alto 75, è di colore arancione e sul retro presenta l’immagine di Charles Darwin;
- quello da 20£ è lungo 149 millimetri e alto 80, è di colore violetto e sul retro presenta l’immagine di Sir Edward Elgar;
- quello da 50£, infine, è lungo 156 millimetri e alto 85, è di colore rosso e sul retro presenta l’immagine di Sir John Houblon.

La Sterlina Britannica

Sterlina e oro

Il motivo del perché le sterline d’oro rappresentano la formula più vantaggiosa per investire in oro fisico è dovuta al fatto che esse vengono quotate ogni giorno nelle più importanti borse internazionali. Ma non solo, le sterline d’oro possono anche essere acquistate con esenzione da Iva (in virtù della legge n. 7/2000).

Al di là del loro valore numismatico, esse costituiscono da secoli i lingottini d’oro più ricercati e conosciuti in tutto il mondo: possono infatti essere trasportate con la massima facilità inoltre la possibilità di frazionamento le rende più versatili rispetto ai lingotti. La convenienza delle sterline d’oro è dovuta anche al fatto che, a prescindere dal Paese nel quale vengono rivendute o da cambi di governo, il loro valore rimane inalterato: un valore che, al massimo, può solo aumentare, visto che il mercato propone una domanda sempre più elevata.

È chiaro, infatti, che se una sterlina d’oro diventa più difficile da trovare e da comprare, l’oro contenuto in esse aumenta di valore. Bisogna comunque sapere che con il concetto di oro monetato si fa riferimento alle monete d’oro coniate dopo il 1800 la cui purezza non è inferiore a 900millesimi. Esse hanno corso legale (o ce l’hanno avuto in passato) nel Paese di origine e fanno parte della lista stilata dalla Commissione delle Comunità Europee che viene pubblicata ogni anno nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee.

Un po’ di storia

La storia della sterlina è strettamente legata a quella dell’argento sul modello del denarius dell’impero carolingio di Francia. Le prime monete, dunque, erano coniate in argento puro che poi, negli anni a seguire, è stato miscelato ad altre leghe. Il 1344, invece, rappresenta un anno importante in quanto è stato introdotto per la prima volta l’oro.

Questa moneta venne coniata fino al 1603, ed aveva un titolo di 23 carati (958,333) e pesava 15,6 g. Enrico VIII (discendente della dinastia di colui che diede ordine di coniare una nuova moneta) ne ridusse la purezza a 22 carati (916,66 che da allora rimase lo standard per tutte le monete d’oro, il cosiddetto Crown Gold, fino all’arrivo del marengo napoleonico) e, nel 1816, quando tornò ad essere coniata, il contenuto d’oro venne fissato agli attuali 113 grani, ovvero 7,3224 g. (per questo viene anche chiamata «mezza sovrana»). Il cambio è stato regolato dal gold standard, cioè dal sistema aureo, tra il 1880 e il 1914, periodo in cui la valuta ha costituito la moneta di scambio più importante nell’ambito del commercio internazionale.

In seguito, in corrispondenza dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, il Tesoro della Gran Bretagna ha emesso currency notes, cioè biglietti di Stato che potevano essere convertiti in oro presso la Banca di Inghilterra: l’abbandono della riserva di oro ha permesso di finanziare la spesa militare espandendo l’offerta di moneta, e di conseguenza facendo salire l’inflazione e il debito pubblico.

Sterlina impilata

Introduzione del sistema decimale

Il 15 febbraio del 1971 è una data importante per la sterlina in quanto è in quel giorno che è diventata decimale: un penny, da allora, corrisponde a un centesimo di sterlina. Prima dell’introduzione del sistema decimale, era proprio il penny a costituire la base monetaria. Fino al 1931, il sistema monetario si basava sul gold bullion standard.

Il contributo di Benedetto Pistrucci

Nel 1816 il contenuto d’oro venne fissato agli attuali 113 grani, ovvero 7,3224 g, ed è in quel preciso momento che comparve il disegno che renderà famosa la sterlina: San Giorgio che uccide il drago. Un’incisione, quest’ultima, che venne fatta fare dall’artista italiano Benedetto Pistrucci e che, anche se con qualche piccola variazione, è stata sempre riprodotta fino ai nostri giorni. Sulla faccia principale è sempre raffigurato il volto del sovrano regnante all’epoca del conio. Accanto al nome la scritta in latino è stata ideata sul modello di motti patriocciti tipici in altre nazioni come la Francia.

Pound in latinoUna scritta in latino, per il 3° ritratto di Elisabetta II:
Latino - ELIZABETH II DEI GRA REGINA FID DEF
Inglese - Elizabeth II, By the Grace of God, Queen, Defender of Faith
Italiano - Elisabetta II, per grazia di Dio, Regina e Difensore della Fede

La Sovrana

La sterlina d’oro, come noto, prende il nome di sovrana. Essa è stata prodotta fino al 1982 come moneta – lingotto; dopodiché, sono state prodotte unicamente monete con fondo a specchio fino al 1999. A partire dal 2000, poi, la monetazione precedente è stata ripristinata. Ad oggi questo tipo di moneta viene coniata in Galles dove il metallo prezioso è tenuto in dei locali separati rispetto al resto della zecca.

Come verificarne l’autenticità? La sterlina d’oro o sovrana, deve avere un peso di 7.9881 grammi e uno spessore di 1.52 millimetri. Il diametro è di 22.05 millimetri, mentre il titolo è di 22 carati (corrispondente al 91.67%). Il peso in oro è di 7.3224 grammi.

Storia della sovrana

La moneta è stata emessa per la prima volta negli anni Ottanta del XV secolo da Enrico VII: al tempo aveva un valore nominale di 20 shilling o 1 sterlina. Il nome Sovereign (sovrana, appunto) era dovuto al ritratto presente sulla moneta, che rappresentava il volto del re seduto sul trono. Sul retro della moneta, invece, c’era lo stemma reale che all’eposa era l’immagine della rosa dei Tudor.